Giorni fa ho avuto modo di incontrare Roberto, da sfondo un fantastico tramonto posillipino, e seduti in terrazza, non ho potuto fare a meno di porgli alcune domande , una delle quali forse un po’ provocatoria, per coloro che fanno quel tipo di mestiere, ma la tentazione questa volta non sono stata capace di frenarla.
Per chi non ha ancora avuto modo di conoscerlo Robero Minini è di origini napoletane e nel mondo della fotografia è ritenuto un paparazzo doc nonchè fotografo dei vips.
Roberto è un uomo dal cuore d’oro, sempre disponibile con tutti e amico di tutti , ma ciò che lo contraddistingue dalla massa è la sua grande riservatezza.
Si, proprio lui che non ama essere al centro dell’attenzione, a tua insaputa con un clic, certe volte ti sconvolge la vita.
Ed ecco la domanda che come immaginavo non ha tanto gradito, ma da professionista quale è e da gentiluomo mi ha risposto.

ROBERTO QUAL’E’ LA MOTIVAZIONE CHE TI SPINGE ATTRAVERSO L’OBIETTIVO DI RIPRENDERE, MOMENTI DI PRIVACY DELLE PERSONE PER FARNE GOSSIP?
R-:”Il mio lavoro è il fotografo, di conesguenza se capita una soffiata o la comunicazione che c’è un personaggio da qualche parte, ci mandano per uno scoop e i vari giornali comprano le foto. Ovviamente io come i miei colleghi cerchiamo di riprendere quel preciso momento, per poi portarlo in vendita ai giornali: per me è semplicemente un lavoro, non provo nessun gusto a fotografare certi momenti, anzi alcune volte è anche rischioso, perchè non puoi mai sapere qual’è la reazione delle persone.
Un esempio è quello del cantante napoletano Gigi D’Alessio, che purtroppo ha picchiato un paparazzo,ma ti assicuro, non è l’unico, per cui, non c’è nessun godimento da parte mia, come invece pensi tu.
A me non mi interessa rovinare la reputazione della gente, ripeto per me è un lavoro, e se la redazione mi indica che devo andare ad x posto perchè c’è quella tale persona, faccio l’esempio di un calciatore che viene beccato con una donna, ti assicuro che a me non interessa, non ho nessun piacere ad entrare nel privato delle persone”.
Roberto, come sempre sei stato molto chiaro, ma la mia intenzione non era provocarti, ma è solo che a mio parere a causa di uno scoop si mettono in gioco fattori delicati della vita privata che si scontrano con quella pubblica , anche se come mi hai detto, che questo è uno degli inconvenienti di è un personaggio pubblico.
Nel bene e nel male grazie ad una vostra foto ci si può ritrovare anche su un giornale estero.
E parlando di personaggio pubblico, anche se già ho avuto modo di farti altre interviste, adesso ti chiedo di toglermi una curiosità:”
COME E’ AVVENUTO IL PASSAGGIO DA FOTOGRAFO A SOSIA”?
R-:”Riguardo il passaggio da fotografo a sosia, lo devo ad una carissima persona che un giorno mentre passeggiavamo per Napoli, entrammo in un negozio di occhiali , io ne misurai un paio a mascherina, e in quel periodo avevo i capelli corti, non avevo gli orecchini, avevo occhiali quadrati, per cui quando mi vide con questa montatura diversa, mi disse che somigliavo al cantante del gruppo degli U2 Bono Vox.
In verità io non sapevo chi fosse questo cantante, lei mi fece luna foto e ci salutammo.
La sera questa persona mi inviò sul cellulare la foto scattatami per farmi rendere conto dell’effettiva somiglianza tra me e il cantante.
Dal momento in cui mi sono reso conto di questa somiglianza, ho evidenziato il tutto con gli orecchini, con gli occhiali tondi e l’abbigliamento che fortunatamente già era mio, i capelli lunghi e dopo due anni sono arrivato a quello che sono adesso.”
Si effettivamente per me siete due gocce d’acqua, e non ti nascondo che da fan di Bono e poi tua quando ti ascolto cantare mi emozioni.
Ti congedo porgendoti un’ultima domanda, che forse è la domanda di rito che facciamo ad un’artista: ”QUALI SONO I TUOI PROGETTI FUTURI?”
R-:”Progetti futuri, ne ho tanti, sicuramente non andare a suonare in un pub. Data la mia somiglianza ambisco in progetti televisivi.
Nel frattempo ho messo su una band e il nostro obiettivo è suonare per crescere , in quanto come tu ben sai il gruppo punta su di me.
Oltre ad andare in televisione, ambisco a portare questo tributo anche all’estero. Ti dico questo, perchè penso di essere l’unico tributo che gli somiglia così tanto. Ci sono anche altri tributi su Napoli, indubbiamente bravi, ma a mio parere io sono l’unico che fisiognomicamente si avvicina a Bono.
Considera che quando sono stato a Sanremo mi hanno fatto cantare con la voce di Bono Vox, perchè volevano l’impatto di bono Vox. Quando è successo la gente è andata in delirio, perchè vedevano questa sagoma da lontano dal locale ed io ero sul palco. Il pubblico ovviamente ha pensato a Bono; se avessi cantato con la mia voce l’effetto non sarebbe stato il medesimo, per cui la band è un completamento, e visto che io sono ambizioso devo sfruttare al massimo questa somiglianza.”
Roberto, la nostra intervista termina qui, ed oltre ad augurarti un in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti, che dire… che dietro a DOUBLE MININI si cela un professionista e un uomo di tutto rispetto.
a cura di Rosa Arpaia