Gennaro si definisce appassionato di capelli.
Le passioni non hanno limiti e Gennaro incarna perfettamente questa idea.
Quando parla trasmette pace ed è evidente la sua grande sensibilità.
Si vede a colpo d’occhio che è un uomo appagato.
Gennaro si è laureato, con fatica, quando già faceva il parrucchiere.
La sua storia è straordinaria, avrei bisogno di pagine e pagine per raccontarla tutta. È essenziale dire, a mio parere, quanto la sua vita sia piena di delicatezza, di vittorie, di generosità, di desideri realizzati, di scelte inusuali e coraggiose.
È sempre impegnatissimo: due negozi, sì, uno anche a Termini poco distante da Sorrento, la famiglia, moglie, due figli, e non dimentichiamo sé stesso; sempre in movimento e con tante idee.
Gennaro, quando ti ho chiesto: “Tu, perché fai il parrucchiere?”, hai risposto che è la tua grande passione. Puoi raccontare?
La passione è nata dal mio modo di vedermi e soprattutto nel rapporto con i miei capelli; già da ragazzo coltivavo il desiderio di voler stare bene, esteticamente, con i capelli che avevo molto lunghi e voluminosi. Ero costantemente insoddisfatto quando andavo dal barbiere, tutto ha origine dall’insoddisfazione.
Mi hai detto laurearti era un tuo desiderio. Come si concilia un desiderio e una passione che non hanno nulla in comune? forse.
Il desiderio e la passione penso che abbiano molto in comune, poiché io, personalmente, parto dal desiderio di fare qualcosa che mi piace e, in quel qualcosa che mi piace, metto passione, vanno insieme, una cosa non esclude l’altra.
Due negozi, una moglie, due figli, la laurea: giornate faticose?
Faticose fino a un certo punto, sono cose che ho desiderato, voluto, non mi sono state imposte, anche perché io sono estremamente libero, nessuno mi deve imporre niente, e quindi, benché in alcune occasioni mi pesi, mi sia pesato, sono riuscito, pure in circostanze importanti, a non far vincere la pesantezza.
Certamente può apparire impegnativo, vista la responsabilità, nel senso che o le cose si fanno bene oppure è meglio non farle, poi a volte il risultato può non essere ottimo. Talvolta, quando si fa qualcosa che piace è possibile avere dei momenti di scoraggiamento, suppongo che sia del tutto normale.
Avendo la possibilità di ripensamento, c’è qualcosa che non rifaresti?
Rifarei tutto quanto, dato che, generalmente, quando mi muovo, per realizzare qualcosa, non improvviso, ma penso, pondero e poi parto, sono sempre molto convinto di ciò che faccio; è normale che lungo il percorso si incontrino degli ostacoli, però il desiderio e la determinazione spingono ad andare avanti.
Tanta vita realizzata, manca ancora qualche traguardo?
Credo di non essere mai arrivato, non so se questo sia un difetto o un pregio.
A volte ho difficoltà a guardare nel medio o lungo raggio, mi dico: “Non è che sono più così giovane”. Faccio un po’ fatica ad avere l’entusiasmo che avevo prima, comunque non smetto mai di pensare al futuro e per questo sono stato accusato da mia moglie, sì, mi diceva, quando vivevo una grande insoddisfazione: “Tu guardi molto al futuro e così facendo non vivi il presente”, aveva ragione. Oggi ho imparato ad apprezzare il presente, tuttavia mi affaccio, in ogni caso, al futuro, dato che non saprei vivere senza progetti, senza poter pensare di costruire di più, principalmente per dare tutto quello che posso ai miei figli. Io sono innamorato di loro, mi sono prodigato, affinché avessero tutto ciò di cui hanno bisogno e sono felice quando stanno bene, mi piace coccolarli.
In realtà, io amo molto dare benessere e felicità alle persone che mi stanno intorno.
Nel mio lavoro do moltissimo, devo essere soddisfatto prima io e la mia soddisfazione è di vedere appagate le mie clienti. La mia felicità si manifesta nell’accontentarle.
Ogni tanto, mi dicono: “Mi hai letto nel pensiero, è la prima volta che mi capita, era proprio quello che volevo”. Cogliere il colore giusto e la pettinatura giusta è importante, così la persona poi quando si guarda, allo specchio, si riconosce. Cerco di individuare, di capire, subito i desideri di chi ho di fronte.
La laurea come incide, se incide, nel tuo lavoro?
Incide tantissimo, innanzitutto nelle relazioni, avendo una cultura si riesce a comprendere di più e a entrare meglio nel pensiero delle persone.
Inoltre, per gestire il negozio o, addirittura, per comprendere di più nei corsi di aggiornamento. Mi è capitato che mi dicessero: “Sei diverso dagli altri nell’apprendere.”; incide persino nel saper utilizzare determinati prodotti che sono più complicati da usare, perciò posso dire che influisce molto, e non è la laurea in sé o la conoscenza a incidere, ma l’ampiezza di vedute che ne consegue.
In realtà a me sarebbe piaciuto iscrivermi a Medicina, è quello che ho sempre amato: fare il chirurgo, poi ho scelto Scienze Politiche, perché mi sentivo ignorante.
Sono cresciuto con l’aspirazione di voler sapere di più e questo tipo di laurea mi ha dato un’apertura a livello globale. Scienze Politiche tocca un po’ tutti gli argomenti: storia, economia, materie giuridiche. È molto completa e in qualche modo, culturalmente, mi ha completato.
Gennaro, hai un messaggio per chi volesse concretizzare i propri desideri?
Prima di tutto bisogna avere gli stimoli giusti e non porsi mai dei limiti, anche se è bene riconoscere i propri. È fondamentale essere motivati, costanti, determinati e avere spirito di sacrificio. È importante, perché alla fine se non c’è quell’impegno assiduo, che si ha quando veramente si crede in qualcosa, non si arriverà da nessuna parte.
Occorre avere delle forti motivazioni, e molte volte scegliere di dare priorità a ciò che è di primaria importanza per sé e dunque perseguire il proprio scopo, nel tempo, perché non è che le cose si ottengano con uno schiocco delle dita per cui è necessario insistere anche nei frangenti in cui si incontrano delle difficoltà.
Continuare a perseverare, crederci e avere molta determinazione.
A cura di Maria Grazia Grilli