Un titolo che lascia, volendo, spazio all’immaginazione, soprattutto, a un programma evolutivo e ambizioso, ma avventuriamoci insieme a Gaetano, Ludovica e Maria per esplorare la loro iniziativa piena di passione, generosità e coraggio.
Artena è una città piccola che ha tutte le problematiche e le meraviglie, in miniatura, delle grandi metropoli, ovviamente. Non manca nulla nel bene e nel male. Essendo piccola, a volte, il rimbombo è potente e quando la potenza viene dall’apertura di una libreria, “BelloMondo”, appunto, anche il cuore si apre alla vita.
Perché due giovani donne e un giovane uomo decidono di non andarsene in giro per il “BelloMondo” e aprono una libreria che fa bello il mondo, perché lo fa credete a me, ad Artena?
Rimanere in un luogo o andarsene può essere, spesso, l’effetto di un atto di coraggio, io stessa sono andata via per esplorare altri “luoghi”, ma Gaetano, Ludovica e Maria veicolano il messaggio, a mio parere, che si possano esplorare altri “luoghi” rimanendo nello stesso posto, lo so, lo so, a qualcuno le metafore non piacciono, ma rendono bene l’idea sottile delle cose, dei fatti.
C’è da mettere in risalto che Gaetano non è artenese, ma lo è diventato, diciamo, per aver scelto di vivere ad Artena.
Mai era stata aperta una libreria, ma veramente mai neppure contemplata. Che te ne fai di un’idea del genere ad Artena? Te ne fai, te ne fai. Basta entrare in “BelloMondo” per respirare l’atmosfera creata dall’amore e dalla forza della convinzione.
A questo punto è giunto il momento di parlare con i protagonisti di questa storia.
La felicità vi si legge negli occhi, specialmente, perché è andato tutto secondo le vostre aspirazioni. Vero?
Maria: “Sì, direi anche oltre. A partire dal primo giorno di apertura c’è stato un flusso di gente incredibile, che portava a pensare e a dire: “Ma è la festa della Madonna? No, ha aperto la libreria “BelloMondo”.
Gaetano: “È stato forte, poiché abbiamo tirato su la serranda, qualche secondo per organizzare tutto e la libreria è stata invasa dalle persone, io non ho mai visto tanta gente in un negozio, questo ci ha fatto molto, molto piacere. Naturalmente, poi l’affluenza è continuata”.
Ludovica: “Sì, siamo tanto felici, non avevamo aspettative, onestamente, non essendoci mai stata una libreria abbiamo veramente fatto un salto nel vuoto; ancora mi ricordo quando ho chiamato Maria e Gaetano proponendo il progetto, devo dire che poi è nato tutto spontaneamente, senza meditare troppo su cosa avremmo potuto ottenere. La definirei un’avventura.
Ci siamo cimentati in una minuscola ricerca sulle abitudini di lettura degli artenesi, immaginavamo che i loro gusti potessero andare in una direzione, invece poi hanno preso pieghe inaspettate.
Abbiamo avuto un grandissimo supporto a livello materiale, intendo nella costruzione del luogo, fisicamente, ci sono state persone che sono venute qui, si sono rimboccate le maniche, hanno montato le librerie e messo i libri sugli scaffali insieme a noi, sinceramente non ce l’aspettavamo questo grande amore, questo supporto da parte della comunità, e poi, sì, è vero che noi abbiamo studiato, nel senso di frequentato una scuola, ma in realtà non avendolo mai fatto prima ogni giorno è una scoperta. E questo ci rende super felici chiaramente”.
Voi tre siete molto amici, questo suppongo influenzi positivamente la vostra collaborazione, giusto?
Maria: “In realtà ci siamo avvicinati parecchio intorno alla libreria, visto che, sì, siamo amici, però il legame è cresciuto dopo, sicuramente Gaetano è da anni qui, nel senso che prima non uscivamo insieme e con Ludovica lo stesso, la conosco da quando eravamo piccole, per la frequentazione dei nostri genitori, però non c’era un rapporto stretto, mentre ora sento più loro che mia madre; certamente è cresciuta l’amicizia”.
Gaetano: “Per me, invece, è tutto nuovo, non essendo di Artena, sì, conoscevo Maria e Ludovica tramite il festival e Tommaso, però la relazione era molto basilare, ora in libreria è cresciuta e anch’io sento più loro che i miei familiari”.
Ludovica: “Sì, l’amicizia si sta costruendo sempre di più, giorno dopo giorno.
Gaetano è un amico da qualche anno a questa parte e con Maria siamo sempre state amiche, ma in realtà il legame di amicizia forte c’è grazie a “BelloMondo”, ai libri, a quello che condividiamo qui in libreria”.
Mi pare di capire, e a ben riflettere mi sembra inoltre ovvio che non sia stato il business a spingervi, ma la voglia di dare alla comunità di Artena la possibilità di avere in casa ciò che, forse, anzi senza dubbio, doveva procurarsi altrove, spostandosi, o, con semplici click online.
Tra l’altro voi offrite persino iniziative che non ci si procura in internet e indubbiamente, o quasi, neppure in altri posti e modi, mi sbaglio?
Gaetano: “Sì, non abbiamo mai pensato di arricchirci con la libreria, poi, personalmente, io venendo da fuori non capivo, come mai ad Artena non si potesse avere una libreria, dato che che, sì, non sarà grande come città, però quindicimila abitanti, circa, non sono pochissimi. Molti dicevano: “Ad Artena non si legge, sono ignoranti”, io non c’ho mai creduto, quindi noi l’abbiamo aperta e il risultato s’è visto. Il fatto di aprirla era proprio una questione di comunità.
Per quanto riguarda gli eventi che facciamo, noi li abbiamo fatti fin da subito, dal primo mese, proprio perché volevamo creare una comunità intorno alla libreria: il book club, gli eventi per i bambini, le letture, le presentazioni, tutto un modo per alimentare il senso della comunità”.
Ludovica: “Sì, la spinta iniziale per partire con questo progetto era dare alla città, alla comunità, qualcosa che oggettivamente mancava, pertanto aprire questo avamposto, così lo concepiamo noi, aveva lo scopo di dare una casa a tutti i lettori artenesi, giacché c’eravamo un po’ stancati di dover uscire fuori da Artena per fare qualsiasi cosa, abbiamo la fortuna di essere molto vicini a Roma, perciò riusciamo a colmare certi vuoti facilmente, però, magari questa non è una cosa alla portata di chiunque; per noi era essenziale fornire un’opportunità a chi ama la lettura, ma soprattutto ai piccoli lettori. Contiamo molto sul realizzare dei laboratori, delle attività che non si possono acquistare con un click online e per noi è essenziale dare uno spazio ai bambini e alle bambine di Artena, permettendogli di entrare in un luogo che sia pieno di colori, di storie, ma anche il semplice fatto di prendere un libro in mano, sedersi e sfogliarlo. Quando succedono queste cose noi siamo appagati e soddisfatti, il nostro cuore è colmo di gioia, sentiamo di svolgere un ruolo sociale, di dare il nostro contributo, affinché quel bambino, quella bambina che entra oggi in libreria e apre un libro, sia un cittadino e un lettore consapevole in futuro. Fondamentalmente noi stiamo svolgendo un servizio, se vogliamo chiamarlo così, per la città, ma in realtà è anche la città che ci sta dando molto, c’è questo scambio continuo, sia riguardo agli incontri con i bambini e le bambine, ma altresì con quelli per gli adulti, mi riferisco alle presentazioni, al gruppo di lettura che è importantissimo, poiché ci sentiamo centrati nella comunità nel momento in cui ci incontriamo, parliamo dei libri che abbiamo scelto e letto insieme, queste due occasioni sono quelle che ci danno un senso ogni giorno”.
“BelloMondo” potrebbe essere considerata un po’ simile a una grande libreria in casa: si gioca con i bambini, si incontrano scrittori, e molto altro, oserei dire come in un salotto creativo dove si vive il desiderio di conoscenza, è così?
Maria: “Assolutamente sì, ciò che sottolinea e fa vedere di più questa cosa è il nostro “Belloclub”, quando c’è l’incontro del “Bookclub” mensile si crea quell’ambiente di salotto in casa, quella condizione familiare e di amicizia, intorno al libro che è stato scelto durante il mese; escono tantissimi temi e se ne parla come se si parlasse con un’amica o con un amico, come se ci si stesse confrontando con qualcuno che si conosce e invece sono tutte persone che non si conoscono tra di loro”.
Gaetano: “C’è anche da aggiungere cosa le persone ci dicono e cioè che quando entrano in libreria respirano aria di serenità, tranquillità, accoglienza, e questo, per noi, è oltremodo importante”.
Una libreria unica e straordinaria, ma anche un messaggio a far bello il mondo, mi riferisco, in questo caso, ad Artena. Ho capito bene?
Gaetano: “Secondo me sì. Se si pensa semplicemente a quando facciamo gli eventi per i bambini, le letture o i giochi il pomeriggio, già solo che le mamme vengano e dicano: “Finalmente i nostri figli possono fare qualcosa.” Questo credo renda più bella Artena.
O gli altri eventi che abbiamo creato: le presentazioni e i dibattiti, molte volte le presentazioni che facciamo di un libro poi diventano dibattiti anche su altro. Questo è molto utile. Artena ha tanti pregi e difetti, secondo me, quello principale è che ai ragazzi non è che dia tutte queste scelte, visto che comunque sono costretti/e ad andare sempre fuori. Noi proviamo a fare qualcosa per loro”.
Ludovica: “Non abbiamo la presunzione di dire che siamo qui per far bella Artena, dare il servizio migliore o per risolvere tutti i mali della nostra comunità, anzi tutt’altro, noi stiamo imparando dalla città, dal confronto con i nostri clienti che poi a volte diventano amici, punti di riferimento importanti per il nostro lavoro, direi che si crea uno scambio umano e culturale con loro.
Per noi leggere, in generale, è un modo per evadere e osservare l’esistenza, con un libro puoi viaggiare ovunque, puoi vivere vite che non sono la tua, puoi scoprire qualcosa che non avresti mai scoperto altrimenti, giacché non tutti hanno la possibilità di viaggiare, incontrare persone, esplorare il mondo.
Noi riteniamo che leggere sia indispensabile per fare il mondo bello ed essere più consapevoli; guardarlo con un occhio diverso, una differente prospettiva, e quindi poi dare attivamente un contributo nel mondo in cui si vive, donare un po’ di bellezza, restituirla, dalla letteratura all’azione, alla vita”.
Ad Artena sono ignoranti! Confermate o no?
Gaetano: “No, non confermiamo, le persone leggono. Molti ci hanno detto che compravano i libri a Lariano o a Velletri dove c’è la Mondadori bookstore, oppure su Amazon.
Sono convinto che se si dà una possibilità alle persone, loro la colgono, se non gliela si dà o cercano altro o rimangono nella condizione in cui si trovano. Non c’è mai stato un attimo in cui abbiamo potuto pensare: “Oddio non viene nessuno, non legge nessuno”. Più andiamo avanti e più ci sono lettori nuovi che all’inizio non venivano e adesso vengono, poi ci sono gli affezionati”.
Maria: ”C’è una cosa, interessante, che ci dicevano all’inizio: “Avete avuto proprio coraggio ad aprire una libreria” e poi ci chiedevano: “Ma la gente ad Artena legge?”. Possiamo confermare che le persone ad Artena leggono e che non siamo un paese di ignoranti; la gente prima non aveva la possibilità di comprare in una libreria fisica ad Artena, adesso ce l’ha e non c’è bisogno di utilizzare Amazon o di andare in altri posti”.
Ludovica: “Assolutamente no, non sono ignoranti”.
“BelloMondo”, dunque, un’opportunità per Artena?
Gaetano: “Sì, non certo per nostra vanità. Innegabilmente uno dei motivi è che noi siamo appassionati lettori, poi per quanto mi riguarda c’è da dire che bisognava dare un’opportunità alla città, perché veniva da un periodo in cui di Artena se ne dicevano di tutti i colori e tra le cose giudiziarie e l’uccisione di Willy, non è che Artena ne uscisse benissimo. E un segnale, pure se piccolo, può fare la differenza”.
Maria: “Poi non è per vantarsi, però tantissime persone ci hanno riferito che avrebbero voluto aprire una libreria, logicamente, abbiamo risposto che potevano farlo.
Ci siamo dedicati molto allo studio, frequentando dei corsi, delle scuole, il nostro catalogo l’abbiamo scelto e selezionato con cura, non ci siamo affidati alle classifiche; non vogliamo essere solo un punto vendita, tipo un centro commerciale, desideriamo che le persone vengano in libreria per essere consigliate. Quello che abbiamo imparato possiamo regalarlo a tutti”.
Gaetano: “E infatti questo è uno dei motivi per cui abbiamo aperto una libreria indipendente e non in franchising, volevamo avere la possibilità di dare un’impronta nostra”.
Maria: “Sì, la differenza che si ha da un franchising è che in quel caso impongono il catalogo e altro, non si può scegliere nulla, mentre in una libreria indipendente la qualità, la differenza, la fa proprio il libraio, i librai che scelgono i libri”.
Gaetano: “L’attenzione che diamo ai bambini, ai ragazzi, è imprescindibile per noi.”
Maria: “Non eravamo al corrente delle preferenze che potessero avere le persone, non essendoci mai stata un’altra libreria, non avevamo un riferimento, abbiamo iniziato secondo il nostro gusto, poi è ovvio che si va incontro a quello dei lettori, solo, si cerca di proporre case editrici indipendenti, più piccoline e che quasi nessuno conosce”.
Gaetano: “Desideriamo dare un’attenzione in più nelle proposte per i ragazzi, di consigliare i libri che abbiano messaggi importanti.”
A cura di Maria Grazia Grilli